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- Intervento del
Vicepresidente del Centro Studi Storici di Mestre.
- A proposito del Museo del Novecento di
Mestre, leggo con interesse la proposta di istituire a
Mestre un Museo del Novecento. Si tratterebbe, par di
capire, di un percorso temporale, ma anche fisico,
attraverso eventi e luoghi attori delle grandi
trasformazioni della Città avvenute in questo secolo. Lo
scopo dovrebbe essere quello di capire la Mestre di oggi
ed il perché della sua attuale fisionomia.
- L'idea non può che trovarmi d'accordo. In
questo periodo di fine secolo Mestre assiste impotente al
proprio declino demografico ed economico. La grande
struttura industriale di Porto Marghera, per molti anni
principale fonte di reddito per i suoi abitanti, va man
mano spegnendosi con scarse reali prospettive di ripresa,
mentre le piccole e medie industrie, economia trainante
del nordest, fioriscono soprattutto al di fuori dei
confini provinciali. Mestre, se vuole invertire questa
tendenza deve avere la forza di ridefinire un suo ruolo,
sociale ed economico. Ed è noto che il futuro di una
Comunità si costruisce facendo tesoro delle esperienze
passate, recenti e remote.
- Il Museo del Novecento deve pertanto
raccogliere al suo interno tutti i reperti, materiali ed
immateriali, progettuali e deliberativi, che
costituiscono o hanno contribuito a formare questa Città.
Ma anche tutti gli altri, rimasti a livello progettuale o
anche solamente propositivo, che avrebbero potuto dare un
volto, fisico e sociale, diverso a questa Città.
- E quindi il nostro Museo dovrebbe
contenere oltre alle testimonianze della Mestre del primo
novecento, le volontà e le deliberazioni che hanno
portato a progettare e realizzare il Porto di Venezia in
terraferma, e gli interessi che hanno prevalso nella
soppressione dei Comuni di Mestre, Chirignago, Zelarino e
Favaro con l' accorpamento dei relativi territori al
Comune di Venezia.
- Dovrebbe chiarire i motivi della mancanza
di un piano regolatore degno di tale nome e del
conseguente scempio urbanistico della città, della
mancanza dei servizi essenziali, dell'espansione a
macchia d'olio della residenza e della sistematica
distruzione delle non poche testimonianze storiche e
ambientali presenti. Non dovrebbe mancare un elenco delle
connivenze, istituzionali e non, che hanno permesso tutto
questo.
- Vi dovrebbero essere visibili i molti
progetti irrealizzati per dare vivibilità a Mestre ed
anche tutte le opere che gridano vendetta (o scandalo) e
che ora si vorrebbe cancellare, più dalla cattiva
coscienza dell' amministrazione che realmente, nonché le
innumerevoli incompiute, ovviamente con precisi
riferimenti agli enormi costi sostenuti ed ai pochi
beneficiati (imprese e professionisti).
- Si dovrebbero far risentire le voci di
quei pochi, troppo pochi putroppo, che gridavano con
quanto fiato avevano in gola contro il disinteresse di
chi questa città avrebbe dovuto amministrare...
- Vi si dovrebbero poter ammirare gli
innumerevoli bilanci preventivi e piani-programma di
tutte le amministrazioni sin qui succedutesi a fronte,
ovviamente, delle opere realmente realizzate e, perché
no, le locandine di tutte le manifestazioni culturali
tenutesi, per una città a dimensione regionale, in
questo secolo.
- Si dovrebbe ripercorrere la storia di un
certo Ospedale, prematuramente scomparso e dimenticato;
di un Teatro per la Città promesso e fatto pagare per
anni e cancellato nel giro di pochi minuti; di una
Pretura che fra il c'è e non c'è e se c'è com'è
sembra il gioco delle tre tavolette. Gioco che purtroppo
accomuna in un unico tragico destino tutti i progetti e
le proposte per rendere veramente Città la Terraferma
del Comune di Venezia.
- Ho tanto l'impressione che il Museo del
Novecento, se veramente completo, si presenterebbe come
un museo degli orrori, un museo dedicato all'insipienza
di una classe di amministratori che non ha saputo e
voluto governare questa città, che proprio per le sue
caratteristiche geografiche, la sua forte crescita
demografica e la sua struttura sociale avrebbe avuto
bisogno di attenzione, sensibilità e dedizione totali.
- Fortunatamente il Museo del Novecento non
potrebbe che essere una sezione, seppure fortemente
sigificativa, di un più ampio Museo di Mestre. Ad ogni
impugnatura di pala dal sottosuolo emergono, quasi come
la voce della coscienza che talvolta riesce a farsi
sentire, reperti che gli eventi storici e le recenti
inciviltà hanno seppellito, ma che con la loro presenza
ci ricordano la storia millenaria di Mestre, che abbiamo
l'obbligo civico di conoscere e acquisire come patrimonio
comune e come insegnamento per noi e per le generazioni
del terzo millennio, per ripensare Mestre e soprattutto
per correggere i troppi errori compiuti in questo secolo.
- prof. Roberto Stevanato
- Vicepresidente del Centro Studi Storici di
Mestre