- © www.museodimestre.it
- Proposte per il
futuro Museo di Mestre
- Il Museo di Mestre deve
presentare anche la storia, non solo l'attualità.
Perciò presentiamo alcuni spunti, allo stato embrionale
e che allo stato attuale possono costituire
esclusivamente proposte.
- Proponiamo, anzitutto, per
il Museo, una struttura "perpendicolare", in
modo che il visitatore possa scegliere se seguire un
percorso diacronico o uno "tematico".
- La prima sala potrebbe
contenere un grande plastico della
Mestre attuale, anche per dare subito l'idea dell'oggetto
del Museo e della vastità dell'ambito di indagine
prescelto. La sala potrebbe essere in penombra, con
pannelli storici esplicativi, tra l'altro, delle diverse
fasi di sviluppo della città di Mestre.
- Il grande plastico
potrebbe essere illuminato con led luminosi
azionabili dal singolo visitatore, il quale potrebbe,
schiacciando appositi pulsanti collegati ciascuno a un
diverso luogo storico o a un monumento o ad una località
di rinvenimenti archeologici o paleontologici,
determinare l'accensione di un faretto di luce proprio
sul corrispondente punto del plastico. Il modello che si
richiama è quello del Museo Storico di Iraklion
a Creta, prima sala a destra dell'ingresso.
- A seconda dello spazio
disponibile, potrebbero essere contenuti già in questa
prima sala o nelle seguenti i primi reperti, risalenti al
Neolitico, ritrovati, tra gli altri, in
via Olivolo e a Moranzani, con una pannellistica ad
hoc che possa contestualizzare e presentare
esplicando la storia remota, anche idrogeologica, del
nostro territorio. Da qui potrebbe partire il primo dei collegamenti
sincronici, per consentire un raffronto con
altre realtà archeologiche paleovenete: la presenza di
computer o di filmati con cui il visitatore possa
interagire permetterebbe l'inserimento di un primo punto
di approfondimento e correlazione con le riproduzioni
fotografiche di scavi in altre realtà venete. Parimenti
si potrebbe fare con i reperti di origine romana
provenienti dagli scavi effettuati in via Tassini dal
gruppo coordinato dall'archeologo Fozzati. In tal caso
una riproduzione grafica o un plastico dell'insediamento
ivi rinvenuto sarebbero particolarmente interessanti a
livello didattico. Non bisognerebbe però dimenticare
anche qui una contestualizzazione, inserendo riferimenti
alla strade romane che si inserivano nel territorio
mestrino, collegandolo fra l'altro ad Altino. E proprio
con Altino si potrebbe costruire un
collegamento, oltre che ideale, anche visivo e
multimediale, consentendo un rinvio a quanto contenuto
nel Museo Altinate e facendo sorgere nel turista l'interesse
per una visita anche in tale vicina località. Resterebbe
da valutare se tale rinvio debba avvenire tramite un
sistema iconografico o informatico o audiovisivo.
- I percorsi del futuro
Museo di Mestre che si va ora a descrivere potrebbero
invece essere organizzati seguendo l'esempio del Museo
Kafka a Praga, con percorsi visivi ma anche sonori
che conducano il visitatore attraverso un itinerario
curioso e originale.
- In particolare sarebbe
opportuno inserire, in apposite vetrine illuminate, le
riproduzioni del diploma di Ottone che
cita per la prima volta il nome di Mestre (994) e di
altri documenti storici i cui originali non sono presenti
in loco.
- La successiva sala del
Museo, dedicata al medioevo, non potrebbe prescindere
dall'inserimento del plastico del secondo Castello di
Mestre, attualmente sacrificato al terzo piano dell'ex
Municipio di via Palazzo e non facilmente accessibile, ma
che valorizzerebbe la sala dedicata ai castelli
di Mestre fornendone un'ipostatizzazione visiva.
Un punto di correlazione consentirebbe di confrontare la
pianta verosimile del Castello di Mestre con anologhe
opere fortificate del Veneto, sulla scorta di quanto
fatto dal catalogo della mostra Città murate del
Veneto, tenutasi nel 1994 in varie località della
regione. Inoltre un supporto multimediale,
sulla falsariga del cd-rom realizzato
nel 2006 da Sergio Barizza, da Paolo Borgonovi e da Guido
Zordan, con la partecipazione del Rotary Club, se reso
consultabile nella stessa sala del museo, ravviverebbe la
presentazione della storia della superstite Torre
dell'Orologio, già Casa-torre dei Collalto.
- La successiva fase dei
grandi lavori idraulici e di bonifica
posti in essere dalla Repubblica Veneta potrebbe essere
presentata in modo dinamico e interattivo, il che
consentirebbe anche modalità divulgative a più livelli,
tali da un lato da coinvolgere ed essere fruibili anche
ai visitatori di età scolare (si propone qui l'esempio
del Museo di Montebelluna), dall'altro da consentire, a
chi lo desiderasse, di attingere a dati tecnici e a
maggiori approfondimenti storici.
- La storia degli anni
successivi potrebbe essere presentata anche attraverso
una visualizzazione comparata delle Ville venete presenti
nella zona di Mestre, nonché attraverso filmati che
ricostruiscano le avventure di Casanova a Mestre o alcune
delle commedie goldoniane, nei passi in
cui Mestre viene citata.
- A prescindere dal fatto
che si riesca o meno a realizzare l'idea del cosiddetto
"museo diffuso", anche l'eventuale sede museale
principale o unica non può certo prescindere da una
presentazione esaustiva delle ville venete
presenti nel territorio di Mestre: l'utilizzo di filmati
reali o simulazioni informatiche a volo d'elicottero
sarebbe particolarmente utile a consentire di spaziare
fra le diverse località interessate dalla presenza di
importanti ville, specie se correlato con la possibilità
di ammirare, oltre a precise schede tecniche disponibili
per ciascuna di esse, anche le principali opere d'arte
che in esse sono tuttora conservate. La rilevanza storica
di molte tra queste ville consentirebbe peraltro
facilmente, come recenti ricerche storiografiche
dimostrano, di ricollegarsi a eventi rilevanti della
storia mestrina e italiana, costituendo un punto di
rimando e collegamento agli altri percorsi del museo
anziché un punto di cesura e di stacco (i links
sincronicodiacronici di cui si diceva supra).
- Per quanto riguarda il
periodo risorgimentale, ci sarebbe solo l'imbarazzo della
scelta e reperti di assoluto interesse e di grande
impatto potrebbero essere reperiti e testimoniare così
il 1848 mestrino e poi gli eventi fino
all'Unità d'Italia. Manifesti originali, sciabole
austriache, armi d'epoca e persino una bandiera originale
della Guardia Civica potrebbero essere reperiti presso
appassionati e associazioni. Non occorre ricordare in
questa sede la ricchezza iconografica e testimoniale su
cui la ricerca storiografica ha avuto varie volte modo di
soffermarsi per quanto concerne momenti fondamentali del
Risorgimento italiano quale la resistenza e la Sortita di
Forte Marghera.
- Per il fondamentale tema
dei Forti del Campo Trincerato di Mestre, valga in parte
quanto si è detto per le ville venete, per quanto
riguarda la loro diffusione e l'opportunità di
collegamenti con le diverse fasi storiche di cui essi
furono protagonisti. Sarà inoltre necessario presentarli
in forma multimediale per sollecitare una visita
materiale ai forti, senza sovrapporsi e sostituirsi ad
essa. In tal senso depone anche la possibilità di
confrontare anche i mutamenti della tecnica militare,
dell'abbigliamento e della vita dei soldati, degli
armamenti e dei diversi eserciti che vi operarono nel
corso della loro storia, dai Francesi agli Austriaci,
dall'Unità d'Italia alla prima ed alla seconda guerra
mondiale.
- A questo punto anche il
Novecento risulterebbe enfatizzato e contestualizzato
dalle sale che precedono, senza essere banalizzato e reso
fuorviante come ha rischiato di essere nella Mostra Mestre900
tenutasi al Candiani nel 2007. In quest'ambito si dovrà
tenere conto delle diverse anime di Mestre, che nel '900
non ha espresso solo le industrie di Porto Marghera ma ha
una sua precisa storia urbanistico-architettonica
che può assurgere a vicenda paradigmatica, anche se
spesso non certo meritoria ed edificante. A tal uopo,
interessante potrebbe essere sottolineare le
trasformazioni provocare sul tessuto urbano mestrino
prima dall'embrionale crescita artigianale-protoindustriale
di inizio secolo e solo poi dalla nascita di Porto
Marghera e del suo indotto. Qui una parte delle
installazioni potrebbero essere costituite da filmati
dell'Istituto Luce o da analoghe testimonianze sul
modello di quanto fatto nella mostra MestreNovecento.
In più si potrebbe però cercare di dare un'idea non
stereotipata e riduttiva ma ricca di collegamenti alle
principali vicende nazionali ed europee attraverso gli
avvenimenti, ad esempio, delle due guerre
mondiali, della Resistenza o della Liberazione,
oppure attraverso storie di alcuni noti personaggi
mestrini, oppure ancora dando voce ad autori che citarono
Mestre nei loro scritti, da Carducci a Hemingway, da
Sartre a Berto.
- © www.museodimestre.it