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Dibattito fra i candidati-sindaco del comune di Venezia del 12 febbraio 2010.

Il 12 febbraio 2010 si è svolto, a partire dalle 17.30, nella sala conferenze al quarto piano del Centro Culturale Candiani, il primo incontro - dibattito fra i candidati sindaco al Comune di Venezia, organizzato dal Centro Studi Storici di Mestre e moderato da Giorgio Malavasi (Gente Veneta). Nel corso dell'incontro, fra i vari temi trattati, è stata domandata ai candidati anche la loro opinione sul Museo della Città di Mestre.

Questa la domanda posta a tutti: "La Fondazione Venezia sta operando per la realizzazione a Mestre dell'M9, il grande centro culturale museale dedicato alle trasformazioni novecentesche della società. La città apprezza quest'intervento ma ribadisce che il tema originario riguardava la realizzazione di un "Museo della Città" che raccogliesse le testimonianze della storia di questo territorio, storia troppo ignorata o negata. La facilità e la celerità con cui recentemente la Soprintendenza ha dato l'assenso alla distruzione di una muratura sei-settecentesca per la costruzione di un condominio la dice lunga sulla sensibilità e l'attenzione per la storia antica di questa città e su come pian piano queste testimonianze vengano cancellate o stravolte. Quali impegni ritiene di assumere per la salvaguardia delle testimonianze storiche anche di minor importanza ma anche del poco verde residuale di questa città? Quale priorità intende dare al "Museo della Città" o "Casa della Città" alla De Amicis come proposto dall'attuale Giunta, con il coinvolgimento diretto di quelle che sono le associazioni che da sempre si impegnano su questo progetto?"

Queste le risposte.

Giorgio Orsoni (Pd, Idv, Udc, In Comune con Bettin, Psi, Fed. Sin. Prci, Lista Salvadori): "[...] Il "Museo della Città" [...] in qualche misura mi commuove perché alla De Amicis ho fatto le elementari [...] mi sembra un'idea meravigliosa, che in qualche modo, quand'ero assessore, avevamo già abbozzato perché avevamo già pensato di fare della De Amicis il Museo della Città, dopodiché c'è stato il giudizio di qualche Assessorato che se l'è presa e tutto è morto lì. Mi risulta che la Giunta attuale abbia già fatto qualche cosa, cioè c'è già stata una delibera in questo senso che segna la strada. Credo che se la cosa non è stata concretizzata si dovrà certamente concretizzare. [...] L'M9 è il museo del Novecento con le trasformazione ed è una cosa, il Museo della Città alla De Amicis dovrebbe essere un'altra cosa cioè il museo veramente delle vestigia di questa città, delle radici, del passato e io sono convinto che sia anche un'idea ottima quella di affidarlo ad un'associazione che si è tanto preoccupata, che ha operato tanto per la conservazione delle radici della città. D'altro canto ho evocato prima il principio di sussidiarietà verticale, ma non dobbiamo dimenticare che l'articolo 118 della Costituzione all'ultimo comma richiama anche la sussidiarietà orizzontale, cioè quella sussidiarietà che vuole che le associazioni, le espressioni della società civile si affianchino all'Amministrazione per dare quei servizi che l'Amministrazione non è in grado di dare, per supportare l'Amministrazione e renderla più democratica, più vicina al cittadino.".

Michele Boato (Ecologisti Radicali Per il Bene Comune): "[...] Ci sono molte collezioni (Urbani De Gheltof e altre) che sarebbero ansiose di prestare o regalare le loro cose alla città: bisogna affrettarsi. Ci sono interi magazzini di reperti storici di Mestre che sono stati recuperati in maniera rocambolesca e tenuti là, non venduti, non per approfittare, e aspettano di uscire fuori: quello è il Museo che è già pronto, ovviamente il secondo di cui parlava la domanda, quello della storia, delle radici, quello di Mestre che è nata prima di Venezia, quello di Mestre che ha un nome paleoveneto, come "Trieste" e come "Este". Questa è la storia che noi dobbiamo tirare fuori. Che sia la De Amicis mi va benissimo, ma che si cominci. [...] Queste cose concrete sono tutte stra-mature, grazie anche ad associazioni come quella che ci ospita oggi, non per captatio benevolentiae [...].".

Enrico Bressan (Xfare): "[...] Io penso che un Museo, un Centro della storia di Mestre e di tutto il territorio comunale di terra insieme a tutta la storia del centro storico debba assolutamente essere realizzato ma debba essere anche valorizzato e questo vuol dire comprendere e valorizzare l'attività di tutte le associazioni di volontariato e di studio che operano con gran difficoltà ma che vanno avanti proprio con lo spirito e la voglia di cultura da parte delle singole persone. Questo credo che sia fondamentale ma nello stesso modo in cui mi piacerebbe realizzare quest'iniziativa, penso anche che debbano essere coinvolte le scuole sin dalle elementari fino, quanto meno, ai licei perché è proprio sui giovani che si costruisce il futuro di questa città, partendo dalla conoscenza del territorio. [...] Non credo che la storia di Mestre sia solo quella del Novecento ma risale ben più indietro.".

Alfredo Scibilia (Una Grande Città): "[...] Sul Museo alla De Amicis credo che l'unica cosa che si possa fare sia affidarlo a quelle associazioni che si sono sempre battute e che hanno una profonda conoscenza della storia di Mestre, quindi credo, e son d'accordo con quanto è stato detto precedentemente, che la gestione del Museo dev'essere data alle associazioni che sono competenti e che hanno dimostrato nel loro percorso vissuto di saper dare delle risposte.".

Il dibattito è terminato intorno alle ore 19.50.

Renato Brunetta (Pdl, Lega Nord, Lista Brunetta, Popolari D'Anna, Adc, Pensionati) ha declinato l'invito alla serata per un concomitante impegno al Lido di Venezia. Se ritiene può comunque farci pervenire via email a webmaster@museodimestre.it, per la pubblicazione su questo sito, la sua opinione sul punto, come potranno fare anche Francesco Mario D'Elia (Venezia Libera), Albert Gardin (Indipendenza Veneta), Marco Gavagnin (Movimento Cinque Stelle), Enzo Tataranni (Partito comunista dei lavoratori) e quant'altri dovessero candidarsi sindaco in data successiva a quella dell'incontro.

Un'immagine del dibattito del 12 febbraio fra i candidati sindaco alle elezioni comunali 2010: da sinistra Bressan, Orsoni e, dopo il giornalista Malavasi, Scibilia e Boato.